Il prosciutto cotto: fa davvero male?

Il prosciutto cotto:

Fa davvero male?

Il prosciutto cotto appartiene alla categoria della carne lavorata, più precisamente dei salumi non insaccati. Il prosciutto cotto si ricava dalla coscia del maiale, sgrassata e disossata, per cui il vero prosciutto cotto non contiene più parti dell’animale. Si ottiene con l’impiego di acqua, nitrito di sodio e/o potassio, sale, zuccheri in genere maltodestrine e lattosio, proteine del latte e della soia, tracce di amidi, spezie, gelatine alimentari, e alcuni aromi e additivi.

Valori nutrizionali

Il prosciutto cotto è un alimento che apporta buone quantità di proteine di alto valore biologico ma dal punto di vista nutrizionale non è considerata una fonte ottimale in quanto può contenere anche buone quantità di lipidi tendenzialmente saturi.

Appartenendo alla categorie dei salumi non insaccati e quindi della carne lavorata è un alimento che non dovrebbe essere consumato in grandi quantità. Un’altra caratteristica negativa del prosciutto è che è ricco di sale aggiunto e conservanti. Dal punto di vista dei micronutrienti il prosciutto cotto contiene comunque buone quantità di fosforo, ferro e potassio e vitamine del gruppo B.

Proteine

Il prosciutto cotto contiene buone quantità di proteine di alto valore biologico contenenti aminoacidi essenziali in grandi quantità, compresa la leucina e gli altri aminoacidi ramificati.

L’aminoacido limitante, nel caso di questo alimento, è il triptofano. Da tener presente, comunque, che è praticamente impossibile avere una carenza di questo aminoacido perché è presente in ottimali quantità in una grande varietà sia di cibi animali (uova, carni, pesce, formaggi) sia in molti alimenti vegetali (legumi, soprattutto soia, frutta secca e semi).

Calorie

L’apporto calorico del prosciutto cotto dipende, come dicevo anche prima, dalla quantità di lipidi presenti (che dipendono dal grasso mantenuto o eliminato durante la lavorazione e dall’eliminazione o meno, da parte del consumatore, del grasso visibile).

Nel caso del prosciutto cotto privato della maggior parte dei grassi, ovviamente, troviamo un apporto calorico non molto alto, simile a quello delle altre carni magre. Conviene non ragionare su quante fette di prosciutto posso mangiare, ma sui grammi che possiamo assumere senza sforare le calorie della giornata.

Il prosciutto cotto fa ingrassare?

Partendo dal presupposto che nessun cibo può far ingrassare o far dimagrire di per sé, gli unici parametri che possiamo utilizzare per poter far rientrare gli alimenti nell’una o nell’altra categoria sono la densità energetica, cioèì l’apporto calorico di una porzione di tale alimento e la potenzialità di quell’alimento di saziare.

Bene, sicuramente il prosciutto cotto non rientra tra i cibi che un professionista della nutrizione dovrebbe consigliare, tuttavia può non essere ottimale per altri motivi e sicuramente non per la sua ipotetica capacità di far ingrassare. Infatti, il prosciutto cotto ha una densità energetica non molto alta, con medio-basso contenuto di lipidi (se si elimina il grasso visibile) e un alto contenuto di proteine.